sabato 25 novembre 2017

Intorno a Medjugorje. La relazione del Professor Manfred Hauke per la presentazione del libro di D.A. Foley a Lugano e a Seregno

Il 13 novembre 2017 a Lugano presso la Facoltà Teologica e, il giorno successivo, a Seregno, presso la Sala Civica “Monsignor Gandini”, a cura del Circolo Culturale Card. J.H. Newman, è stato presentato il libro di Donal Anthony Foley, Comprendere Medjugorje. Visioni celesti o inganno religioso? (Cantagalli, Siena 2017) (vedi qui, qui e qui). In entrambe le occasioni il pubblico ha potuto ascoltare le relazioni del Professor Dott. Manfred Hauke e del Dottor Andrea Sandri cui si deve la traduzione italiana del volume. A Lugano è intervenuto anche il Dottor don Giorgio Ghio.
Pubblichiamo qui di seguito, per prima, la relazione di don Manfred Hauke che è Professore di Dogmatica presso la Facoltà di Teologia di Lugano, Presidente della “Deutsche Arbeitsgemeinschaft für Mariologie” e membro ordinario della
Pontificia Academia Mariana Internationalis. Si può accedere alla biografia e alla bibliografia del Professor Hauke qui. Segnaliamo inoltre la tavola rotonda curata dalla Radio Svizzera Italiana tenutasi Lugano nel contesto della presentazione (vedi qui).

Siamo nel centenario delle apparizioni mariane di Fatima. La Facoltà di Teologia di Lugano ha offerto, nel semestre precedente, un corso opzionale su quest’evento importante per la vita della Chiesa. A differenza di Fatima, le presunte mariofanie iniziate a Medjugorje non sono state riconosciute dalla Chiesa. Vi sono già stati dei giudizi negativi a livello di Chiesa locale e da parte dei Vescovi jugoslavi nel 1991: “non constat de supernaturalitate”. Nel momento presente, molti si aspettano un pronunciamento da parte del Sommo Pontefice. Qualsiasi decisione della Chiesa, comunque, va affiancata da un’attenta documentazione dei fatti storici e da un discernimento critico fatto dai teologi. Stiamo presentando, stasera, uno studio che potrà aiutare proprio in questo discernimento: il libro di Donal Anthony Foley, “Comprendere Medjugorje. Visioni celesti o inganno religioso?”. È il quattordicesimo volume della “Collana di Mariologia”, pubblicata dalla EuPress FTL e curata dal sottoscritto.

L’autore del libro

Donal Foley, nato in Inghilterra nel 1956, è scrittore e ha una formazione in scienze umane e in teologia. Egli dirige la casa editrice “Theotokos Books” (qui) con sede a Nottingham. È Segretario dell’Apostolato Mondiale di Fatima in Inghilterra e Galles.
Il suo primo grande libro noto alla comunità scientifica sul tema delle apparizioni mariane è del 2002: Marian Apparitions, the Bible, and the Modern World; la traduzione italiana è apparsa nel 2004 col titolo: Il libro delle apparizioni mariane. Influenza e significato nella storia dell’uomo e nella Chiesa (Gribaudi, 2004). Per capire l’importanza di questo studio, cito un commento del noto studioso domenicano inglese Aidan Nichols (che più di 20 anni fa ha frequentato anche la nostra Facoltà).
Nichols scrive nella prefazione: “Questo libro innovativo guarda alle apparizioni mariane approvate più importanti degli ultimi cinque secoli e le mette in rapporto con eventi storici importanti, come la Riforma, la Rivoluzione francese e quella russa oltre che l’ascesa del nazismo”. Foley mette bene in evidenza l’importanza profetica delle apparizioni mariane riconosciute dalla Chiesa per il mondo di oggi.

Possiamo fidarci dell’“esperienza diretta”? L’esempio di Bayside

Ci sono apparizioni mariane autentiche che vanno valorizzate. Ci sono anche, però, numerosi eventi di cui si presume un’origine soprannaturale, ma la cui pretesa va respinta sulla base di un discernimento critico. Vi presento un esempio che mi sembra eclatante. Veronica Lueken è stata una presunta veggente degli Stati Uniti. Per 27 anni, dal 1968 al 1995, ella ebbe “apparizioni” di Gesù Cristo, della Madre di Dio e di numerosi santi a Bayside, un quartiere di New York. Tutto cominciò con un piacevole profumo di rose e una “voce interiore” che dettò alla “veggente” una pia poesia (molto carina). Nel 1975, la Lueken ricevette la “rivelazione” che papa Paolo VI sarebbe stato imprigionato da alcuni prelati della Curia Romana in un carcere segreto e sostituito da un sosia. Così si spiegherebbe la decadenza della Chiesa Cattolica nel postconcilio.
La diocesi di Brooklyn ha già messo in guardia i fedeli dalle presunte rivelazioni nel 1974; nel 1986 il Vescovo locale, dopo aver consultato la Congregazione per la Dottrina della Fede, ha emesso il giudizio che gli eventi non hanno origine soprannaturale.
Nonostante ciò, fino ad oggi ci sono fedeli che difendono l’origine celeste dei fenomeni e si richiamano alla loro esperienza diretta. Dopo l’invenzione, nel 1972, degli apparecchi fotografici Polaroid, i quali fanno uscire le fotografie subito dopo lo scatto, i sostenitori presentano numerose fotografie, con dettagli apparentemente “devoti”, scattate durante le “apparizioni”; persino l’autore di uno studio critico apparso qualche anno fa per i tipi della “Oxford University Press” conferma questi fatti, osservati anche da lui (J.P. Laycock, The Seer of Bayside, 2015). Queste fotografie sono davvero delle “prove” dell’origine celeste? C’è forse dietro un inganno umano non ancora svelato? Oppure è un’opera del “padre della menzogna”?

Il significato delle apparizioni mariane

Prima di fare qualche osservazione sull’importanza del libro di Foley su Medjugorje, vorrei presentarvi molto brevemente alcune note sull’importanza delle apparizioni mariane e sui criteri della Chiesa per valutare presunte rivelazioni. Sull’importanza degli eventi autentici basti sentire un breve riassunto di papa Benedetto XVI, contenuto nella Lettera apostolica postsinodale sulla Parola di Dio (Verbum Domini, 2010):
Gesù Cristo, che ci ha rivelato Dio, «“è la Parola unica e definitiva consegnata all’umanità”. San Giovanni della Croce ha espresso questa verità in modo mirabile: “Dal momento in cui ci ha donato il Figlio suo, che è la sua unica e definitiva Parola, ci ha detto tutto in una sola volta in questa sola Parola e non ha più nulla da dire … Infatti quello che un giorno diceva parzialmente ai profeti, l’ha detto tutto nel suo Figlio, donandoci questo tutto che è il suo Figlio. Perciò chi volesse ancora interrogare il Signore e chiedergli visioni o rivelazioni, non solo commetterebbe una stoltezza, ma offenderebbe Dio, perché non fissa il suo sguardo unicamente in Cristo e va cercando cose diverse e novità”. Di conseguenza, il Sinodo ha raccomandato di “aiutare i fedeli a distinguere bene la Parola di Dio dalle rivelazioni private” il cui ruolo “non è quello … di ‘completare’ la Rivelazione definitiva di Cristo, ma di aiutare a viverla più pienamente in una determinata epoca storica”.
Il valore delle rivelazioni private è essenzialmente diverso dall’unica rivelazione pubblica: questa esige la nostra fede; in essa infatti, per mezzo di parole umane e della mediazione della comunità vivente della Chiesa, Dio stesso parla a noi. Il criterio per la verità di una rivelazione privata è il suo orientamento a Cristo stesso. Quando essa ci allontana da Lui, allora essa non viene certamente dallo Spirito Santo, che ci guida all’interno del Vangelo e non fuori di esso. La rivelazione privata è un aiuto per questa fede, e si manifesta come credibile proprio perché rimanda all’unica rivelazione pubblica. Per questo l’approvazione ecclesiastica di una rivelazione privata indica essenzialmente che il relativo messaggio non contiene nulla che contrasti la fede ed i buoni costumi; è lecito renderlo pubblico, ed i fedeli sono autorizzati a dare ad esso in forma prudente la loro adesione. Una rivelazione privata può introdurre nuovi accenti, fare emergere nuove forme di pietà o approfondirne di antiche. Essa può avere un certo carattere profetico (cfr 1 Tess 5,19-21) e può essere un valido aiuto per comprendere e vivere meglio il Vangelo nell’ora attuale; perciò non la si deve trascurare. È un aiuto, che è offerto, ma del quale non è obbligatorio fare uso. In ogni caso, deve trattarsi di un nutrimento della fede, della speranza e della carità, che sono per tutti la via permanente della salvezza» (Verbum Domini 14).


I criteri per il discernimento

I criteri per la valutazione della Chiesa sono riassunti nelle Norme per procedere nel discernimento di presunte apparizioni e rivelazioni. Il testo, del 1978, è stato pubblicato ufficialmente nel 2012; tra i commenti riguardo alla prassi della Congregazione per la Dottrina della Fede va notato soprattutto un intervento di Mons. Charles Scicluna (attualmente Vescovo di Malta) al Congresso Mariologico Internazionale di Lourdes del 2008 (Città del Vaticano 2010). Possiamo distinguere quattro punti fondamentali: regole riguardanti i veggenti, il contenuto delle visioni o apparizioni (incluse le modalità concrete di queste percezioni), i loro effetti e i segni miracolosi a loro sostegno.

(1) La persona del veggente va esaminata dal punto di vista morale e psico-fisico. Le Norme sottolineano in particolare «l’equilibrio psichico, l’onestà e la rettitudine della vita morale, la sincerità e la docilità abituale verso l’autorità ecclesiastica».

(2) Per ciò che riguarda il contenuto dell’apparizione, ci vuole una «dottrina teologica e spirituale vera ed esente da errore».

(3) Per gli effetti delle apparizioni valgono le parole del Signore sull’albero buono che si manifesta nei suoi frutti (Mt 7,15-20). Le rivelazioni autentiche confermano il veggente nelle virtù dell’umiltà, dell’obbedienza e della pazienza. Le false rivelazioni, invece, creano superbia, presunzione e disobbedienza.

(4) Il “criterio decisivo” per accertare il carattere soprannaturale di un’apparizione è il miracolo, che deve avere «una connessione esplicita o implicita ma indubbia con l’apparizione» (M. Castellano: Enciclopedia mariana “Theotokos”, 1958, 494). Per ciò che riguarda i miracoli di guarigione, l’ufficio medico di Lourdes richiede un’istantanea e completa guarigione. Le «sole garanzie decisive» per discernere una profezia autentica «sono il miracolo precedente la profezia e/o l’avverarsi della stessa» (F.-M. Dermine, Mistici, veggenti e medium, Città del Vaticano 2002). Già il libro del Deuteronomio nota: «Quando il profeta parlerà in nome del Signore e la cosa non accadrà e non si realizzerà, quella parola non l’ha detta il Signore. Il profeta l’ha detta per presunzione» (Dt 18,22).

Come esempio di profezia, in questo senso, possiamo ricordare gli eventi di Fatima: già il 13 luglio 1917 Maria annunciò che tre mesi dopo, alla stessa ora e nello stesso luogo, sarebbe avvenuto un grande miracolo; ciò accadde con il miracolo del sole.

L’importanza delle registrazioni audio

Esistono già molti libri su Medjugorje. Perché pubblicarne ancora un altro? Il libro di Foley, a mio parere, è il lavoro teologico più importante sulle presunte apparizioni di Medjugorje. Il suo pregio scientifico principale è lo studio dettagliato delle primissime interviste fatte ai veggenti dai francescani dal 27 al 30 giugno 1981, conservate come registrazioni audio. Per il mercato librario italiano, questo è una novità, come sono nuovi anche molti altri dettagli descritti nel volume.
Le registrazioni audio non sono ancora state studiate dall’apposita Commissione capeggiata dal cardinal Ruini? Secondo le indiscrezioni svelate da un noto vaticanista italiano (Andrea Tornielli), commentate poi da un membro della medesima Commissione (Salvatore Perrella), sarebbero state ritenute autentiche le prime sette apparizioni di Medjugorje, avvenute nei primi dieci giorni (24 giugno – 3 luglio 1981).
Circoscrivere le prime sette apparizioni in questa maniera, però, non è possibile. In alcuni giorni ci furono più apparizioni. Già dal 24 al 30 giugno ci furono almeno 8 (o 12) apparizioni. Nessuno studio storico che abbia investigato le registrazioni audio arriva a circoscrivere sette prime apparizioni. A quanto pare, non sono state studiate le trascrizioni dei nastri audio (purtroppo difficili da trovare) pubblicate in Canada, in francese e in inglese, nel 1988 e nel 1989 (Ivo Sivrić – Louis Bélanger, La face cachée de Medjugorje, Éditions Psilog, Saint-François-du-Lac, Québec, Canada 1988, 195-380; The Hidden Side of Medjugorje, 1989, 203-402) e, in seguito, anche da altri studiosi (nel 1998, in francese, da Daria Clanac e nel 2013, in inglese, da James Mulligan). Foley, esperto di apparizioni mariane dell’epoca moderna, ha studiato queste interviste con grande attenzione.
Su queste registrazioni si potrebbe scrive un “giallo”. Esse furono trascritte e tradotte per la prima volta dal francescano croato Ivo Sivrić (1917-2002), nativo di Medjugorje. Ordinato sacerdote a Mostar nel 1941, alla fine della Seconda Guerra Mondiale dovette fuggire dai comunisti e fece il suo dottorato in teologia a Roma. Nel 1948 egli emigrò negli Stati Uniti, dove lavorò nella pastorale del convento francescano di Beaver Falls (Pennsylavania) e insegnò alla Duquesne University di Pittsburgh. L’Università di Saint Louis dispone di un’ampia collezione di manoscritti (Ivo Sivrić Manuscript Collection) attinente anche al fenomeno di Medjugorje. Nei suoi soggiorni a Medjugorje nel 1983, 1984 e 1986, per circa sei mesi, padre Sivrić poté conoscere bene i suoi confratelli francescani del luogo e i veggenti.
Anche René Laurentin, il principale diffusore del fenomeno di Medjugorje a livello pubblicistico, prese conoscenza del lavoro di Sivrić e scrisse nel dicembre del 1988: «On ne peut donc que le féliciter d’avoir déchiffré et édité consciencieusement ces interviews éprouvantes…» (Dernières nouvelles de Medjugorje, n. 7bis, Paris 1988, 38). Nonostante ciò, Laurentin non fece tesoro del materiale fornito, perché i risultati erano per lui imbarazzanti. Il mariologo francese aveva falsificato, per esempio, l’affermazione del 29 giugno della presunta Madonna, la quale, di fronte ad una dottoressa che la voleva toccare, osservò: «Ci sono sempre dei Giuda increduli» (Sivrić, ingl., 319; fr. 315; Klanac 135; Mulligan 196). Nel suo riassunto, molto ridotto, dei primi giorni, pubblicato nel 1988 (prima dell’opera di Sivrić), Laurentin modificò l’espressione “Giuda increduli” in “Tommaso increduli” (Laurentin, Message, 1988, 144).
Il libro di Sivrić è stato boicottato da una lobby molto potente. Negli Stati Uniti, il distributore ha tenuto il libro nel deposito. In Francia, il distributore ha fatto sparire 400 esemplari che gli aveva spedito dal Canada. Non esistono prove formali, ma Louis Bélanger (che assieme a Sivrić pubblicò il libro nella sua casa editrice privata) ha osservato che l’editore era collegato a Laurentin (e-mail al sottoscritto, 1° marzo 2010), che nel 1984 aveva pubblicato il suo primo libro su Medjugorje, in francese, con una tiratura di 86000 copie e con un discreto ricavo finanziario. L’allora Vescovo di Mostar, Pavao Žanić, poté scrivere nel 1990: «Quelli che hanno scritto di Medjugorje hanno venduto bene i propri libri e fatto grandi profitti. Sfortunatamente, a quelli che ne hanno scritto criticamente non è andata altrettanto bene perché si sono imbattuti in un boicottaggio organizzato» (Žanić, Verità, 1990, punto 29). Quando io mi sono voluto procurare i testi delle registrazioni, nel 2010, ho dovuto chiederli direttamente a Bélanger, perché in Svizzera non sono riuscito a trovarli. Essi non sono reperibili, a quanto pare, neanche in Italia. Perciò non bisogna meravigliarsi delle incredibili lacune del lavoro della Commissione Ruini.
Il libro di Foley, invece, ha utilizzato attentamente la traduzione inglese delle registrazioni. Il suo studio, del 2006, con una seconda edizione nel 2011, ha avuto un impatto enorme nel mondo di lingua inglese. Per contrastarlo, un seguace delle presunte apparizioni mariane di Medjugorje, l’inglese James Mulligan, nel 2013 ha pubblicato una nuova edizione inglese delle registrazioni audio, ma il risultato non cambia niente di sostanziale nei testi; anzi abbiamo anche qualche frammento di testi imbarazzanti in più.

Qualche “flash” sui primi giorni delle presunte apparizioni

Non spetta ad un’introduzione anticipare tutti i risultati del libro di Foley. Vorrei soltanto fare qualche breve osservazione sugli eventi dei primi giorni. Il 29 giugno, la veggente Ivanka chiese alla “Gospa” fino a quando voleva ancora rimanere con loro. La risposta fu: «Fino a quando lo desiderate, fino a quando lo volete» (Sivrić, ingl., 319; fr. 315; Mulligan 196 e 188). Il giorno seguente, il 30 giugno, i veggenti le posero la medesima domanda: «Fino a quando vuol rimanere con noi?». Questa volta la risposta fu: «Ancora tre giorni», ovvero «tre volte». Quella risposta fu colta da tutti i veggenti e anche da due giovani donne presenti durante l’apparizione, perché a quell’epoca i veggenti non avevano ancora delle “estasi”, bensì parlavano tra loro ad alta voce. Quindi le apparizioni sarebbero dovute terminare venerdì 3 luglio 1981. L’informazione venne, a quanto pare, dal soggetto apparso e non dai veggenti che gli si trovarono di fronte. Vale a dire: il 29 e il 30 giugno la presunta Madonna offre due risposte contraddittorie; poi l’annunciata conclusione non si verifica, ma gli eventi vanno avanti. Qui si tratta in modo evidente di un annuncio che non si è verificato: è una falsa profezia.
Nei primi giorni non c’è alcun miracolo, anche se i veggenti chiedono un segno. I presunti “segni” dati sono un orologio che gira e un bambino che guarisce soltanto lentamente parecchio tempo dopo la promessa; questi eventi non possono essere riconosciuti come miracoli.
Non c’è neanche un messaggio. Il 29 giugno lo nota persino padre Zovko in un messaggio ai parrocchiani di Medjugorje. Nei primi giorni, la “Gospa” reagisce a domande private. La quantità interminabile di “messaggi” quotidiani arriverà soltanto in seguito.
Poi abbiamo numerosi aspetti strani già nei primi giorni. La “Gospa” scompare e ricompare più volte, quando la gente “calpesta” il suo velo; si fa toccare e si mette a ridere; qualche veggente ha la sensazione d’imbattersi in un oggetto d’acciaio; le mani della “Gospa” sembrano tremare; il soggetto apparso esita, quando gli si domanda se vuol apparire in chiesa, e altro ancora. Valutando tutti questi aspetti, presenti già nei primi giorni dei fenomeni, non sembra possibile affermare che sia apparsa la Madre di Dio. Ci sono buoni motivi per parlare di “apparizioni” e non soltanto di qualche dinamismo psicologico. “Apparizioni”, in questo caso, di un soggetto che non lascia le tracce di Maria di Nazareth. Lo si vede in particolare quando la “Gospa” porta messaggi strani e quando giustifica la disobbedienza al Vescovo.
Spero che dopo decenni di propaganda su Medjugorje possa iniziare, anche nell’ambiente di lingua italiana, un processo di discernimento basato sui fatti storici. Si possono magari discutere varie ipotesi per spiegare i fatti nei dettagli, ma dopo l’uscita del libro di Foley non è più possibile – così spero almeno – ignorare i gravi problemi delle presunte apparizioni di Medjugorje.

Dati bibliografici:

Donal Anthony Foley
Comprendere Medjugorje. Visioni celesti o inganno religioso?
(Collana di Mariologia, 14) EuPress FTL, Lugano – Cantagalli, Siena 2017, 504 pp. ISBN 978-88-6879-510-8, EUR 25

2 commenti:

  1. Il 29/6/81 la Gospa ha detto "fino a quando lo desiderate" che non risulta contraddetto dal successivo (30/6/81) "ancora tre giorni": risulta che il desiderio dei veggenti abbia prodotto una dilazione di tre giorni e quindi che un ulteriori desideri dei veggenti possano aver prodotto ulteriori dilazioni alle apparizioni.

    RispondiElimina
  2. Certo che per dire una cosa del genere bisogna proprio avere una mente contorta

    RispondiElimina